Venti anni senza Fabrizio De André

Sembra ieri che se n’è andato Fabrizio De André. Nella notte tra il 10 e l’11 gennaio del 1999, giusto venti anni fa, ce lo ha portato via un cancro ai polmoni: che enorme spreco, a 58 anni, e quante cose avrebbe ancora avuto da dire e da cantare. Lui che – come disse la moglie Dori Ghezzi in occasione dei funerali pubblici – non apparteneva solo alla sua famiglia, lui che era patrimonio di tutti noi. Anarchico, snob, allegro, indolente, ostinatamente non allineato, era considerato dai militanti di estrema sinistra un qualunquista (prima della santificazione postuma di rito, s'intende) e da quelli di destra un personaggio eversivo: la polizia l’aveva persino pedinato e aveva aperto un fascicolo su di lui negli anni ’60, come è emerso recentemente. La verità è che questo ibrido tra Leonard Cohen e George Brassens che amava le tetre ballate medievali ma aveva nel DNA il mediterraneo e i suoi colori era uno che “ha una storia e morde davvero”, come dichiarò Mario Luzi, e quelli così stanno simpatici a pochi, almeno da vivi. Ma da dove è partito il percorso di Fabrizio De André, e perché è andato sempre “in direzione ostinata e contraria”? Per capirlo basta leggersi un po’ di biografie più o meno “canoniche”: su tutte quella scritta proprio da Dori Ghezzi, Lui, io, noi, o anche gli appunti di Fabrizio pubblicati con il suggestivo titolo di Sotto le ciglia chissà, ma consigliamo anche quella di Silvia Sanna edita da Effepi, la feltrinelliana Vita di Fabrizio De André - Non per un dio ma nemmeno per gioco, Fabrizio De André - Amico fragile, oppure Uomini e donne di Fabrizio De André, o C’era una volta De André, o Fabrizio De André - Ero più curioso di voi o ancora l’omaggio a fumetti Ballata per Fabrizio De André. Non tutti sanno che Faber è stato anche romanziere: d’obbligo il dolente noir Un destino ridicolo, scritto a quattro mani con Alessandro Gennari. E le canzoni del cantautore genovese hanno persino ispirato un libro di racconti, Princesa e altre regine, e il crudo romanzo di un rapper, Mi innamoravo di tutto. Ma per chi volesse concentrarsi soprattutto sull’aspetto eminentemente musicale della sua carriera, imperdibili la discografia completa pubblicata da Coniglio e ancora di più lo splendido Tourbook 1975-1998 edito da Chiarelettere. Per il resto, più che libri servono cd.



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