Peter Cameron: la difficile strada verso la semplicità

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Una prosa incisiva, raffinata, immediata e scorrevole, che non diresti mai essere il frutto di un’accurata e laboriosa ricerca, quanto piuttosto un dono naturale. Peter Cameron afferma che la sua scrittura nasce da un lavoro faticoso e difficoltoso: sia nella costruzione della storia e dei personaggi, sia nella scrittura, riscrittura e revisione delle sue opere.




Nato a Pompton Plains (New Jersey) nel 1959, cresce nella tipica cittadina americana e a Londra, dove vive per due anni, frequentando una scuola progressista americana di cui ha un piacevole ricordo: è infatti lì che inizia a scrivere, in maniera creativa, storie, poesie ed opere teatrali. Tornato negli Stati Uniti, sarà solo all’università che si avvicinerà di nuovo alla scrittura creativa. Si laurea in letteratura inglese nel 1982, all'Hamilton College di New York e inizia a lavorare presso il Dipartimento dei Diritti Sussidiari della St. Martin's Press. Nel 1983 vende il suo primo racconto al “New Yorker” e nel 1986 esce la sua prima opera, una raccolta di racconti dal titolo In un modo o nell’altro, pubblicato da Harper & Row (in Italia il libro uscì l’anno successivo per Rizzoli). Già nel suo primo lavoro, il giovane Cameron viene notato per il nitido rigore della sua prosa.

Avendo capito che il suo futuro non sarebbe stato nell’editoria, nel 1983 inizia a lavorare per l’organizzazione The Trust for Public Land per la conservazione della terra e la protezione dell’ambiente. All’inizio degli anni ’90, dopo la pubblicazione di un paio di opere mai uscite in Italia, Cameron smette di scrivere racconti e romanzi brevi ‒ sebbene ritenga che siano una forma d’arte, piuttosto che un esercizio pratico finalizzato alla stesura di romanzi ‒ per dedicarsi proprio a questi ultimi. Continua anche a svolgere attività nelle organizzazioni, passando nel 1990 al Lambda Legal Defense and Education Fund, un’associazione in difesa dei diritti civili di omosessuali, lesbiche e persone con HIV/AIDS: un periodo della sua vita importante, ha dichiarato, soprattutto per una persona “stanziale e solitaria”, come lui stesso si definisce. Nel 1994 esce Il weekend e nel 1997 Andorra (in Italia pubblicati, con il medesimo titolo, nel 2013 e 2014 rispettivamente da Adelphi, che curerà anche la pubblicazione di tutte le sue opere successive). Da Andorra il regista Fred Schepisi ha iniziato a girare un film, la cui sceneggiatura è stata curata dallo stesso Cameron, proprio qui in Italia. Oltre alla scrittura, Cameron si dedica anche all’insegnamento (dalla fine degli anni ’90 fino ai primi anni del 2000) presso college e università americane. Nel 2002, con The City of Your Final Destination (pubblicato nel 2007, con un titolo italiano piuttosto distante dall’originale, Quella sera dorata), da cui è stato tratto l’omonimo film di James Ivory con Antony Hopkins e Charlotte Gainsbourg, si conferma la fama di Cameron anche nel nostro Paese. Lo scrittore statunitense, infatti, risulta amato non solo dai lettori italiani, ma anche dai registi: oltre ad Ivory, Roberto Faenza ha girato un film prendendo spunto dall’opera Un giorno questo dolore ti sarà utile del 2007. Il romanzo lo consacra al successo internazionale e da molti è considerato il suo capolavoro. Il protagonista del libro, James, un diciottenne alle prese con i problemi, i dubbi e le insicurezze tipici della sua età, che spesso trova rifugio nella solitudine, in una New York appena devastata dalla tragedia delle Twin Towers, rappresenta, a detta di Cameron, il personaggio che più gli somiglia, quello più vicino al suo modo di vedere e percepire le persone e il mondo. Un personaggio, insomma, con quel “quid” in più rispetto a tutti gli altri delle sue storie.

Nel 2008 viene pubblicato Paura della matematica, una raccolta di sei dei racconti contenuti ne In un modo o nell’altro più un inedito. Nel febbraio 2012 esce Coral Glynn, tradotto in una dozzina di lingue. Il libro è ambientato nell’Inghilterra degli anni ’50, ambientazione scelta non a caso, ma frutto delle letture di opere di scrittrici britanniche, che inevitabilmente lo influenzano per il loro modo elegante di usare il linguaggio e di esplorare in maniera così penetrante la vita umana: Rose Macaulay, Barbara Pym, Penelope Mortimer, Muriel Spark, ecc. Ma si annoverano anche autori come Denton Welch, E. M. Forster, James Salter, William Maxwell e Colm Toibin tra i suoi preferiti. È del 2018 Gli inconvenienti della vita due racconti su qualcosa di quotidiano e comune a tutti: quei momenti della vita in cui qualco-sa va storto, che ci prendono alla sprovvista, senza poterci fare niente e che riducono l’anima in pezzi talmente piccoli da rendere vano ogni tentativo di rimetterli insieme.

Tra le curiosità e gli interessi dello scrittore (che noi di Mangialibri abbiamo intervistato in esclusiva), c’è una piccola casa editrice, la Shrinking Violet Press, fondata da Cameron nel 2014, subentrata alla sua precedente Wallflower Press, della quale ha dichiarato: “…cercavo una attività che mi consentisse di avere a che fare con i libri… anche quando non riuscivo a scrivere”. Pubblica tascabili dei suoi scrittori preferiti in edizione limitata (solo dieci copie). Ogni libro è curato e disegnato da stesso Cameron e rilegato con copertine realizzate con carte e tessuti vintage cuciti a mano: anche nelle sue passioni è difficile non pensare che metta la stessa raffinatezza, dedizione e cura che caratterizzano le sue opere! Cameron è anche autore di un blog, iniziato nel 2011, in cui ha registrato i suoi pensieri e le sue impressioni ‒ prima che fuggissero dalla mente, ci tiene a precisare! ‒ sui libri letti, nel tentativo di ricordarli quanto più possibile. Per i libri, inseriti in ordine cronologico, Cameron scrive una sorta di breve recensione, costituita da trama più o meno lunga e/o dettagliata e qualche nota critica sullo stile dello scrittore del libro. Vi ricorda qualcosa?

I LIBRI DI PETER CAMERON



 

 

 

 
 
 
 
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