(Quasi) 100 anni di Gianni Rodari

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A partire dal 23 ottobre 2019 per un intero anno si ricorderà Gianni Rodari, all’anagrafe Giovanni Rodari, scrittore, pedagogista, giornalista e poeta italiano, specializzato in letteratura per l’infanzia e tradotto in molte lingue, considerato uno fra i principali teorici dell’arte di inventare storie. Nel 2020 ricorrono infatti contemporaneamente tre importanti anniversari: il 100° dalla nascita, il 40° dalla morte e anche il 50° dalla attribuzione del Premio internazionale Andersen, che è considerato una sorta di Nobel per la letteratura infantile. Sono soltanto due gli italiani ai quali è stato assegnato questo premio particolarmente prestigioso: Gianni Rodari nel 1970 e Roberto Innocenti nel 2008.




Nato il 23 ottobre 1920 a Omegna, sul lago d’Orta, Gianni Rodari, piemontese cresciuto in Lombardia, adottato da Roma, con il cuore saldamente piantato in Emilia, è stato il più grande scrittore di favole e filastrocche del Novecento italiano. Eppure l’impressione è che questo “intellettuale militante che ha attraversato il secolo breve” non sia mai stato conosciuto davvero, che mai si sia colto quello che intendeva davvero quando diceva che “il senso dell’utopia, un giorno, verrà riconosciuto tra i sensi umani alla pari con la vista, l’udito, l’odorato, ecc. Nell’attesa di quel giorno tocca alle favole mantenerlo vivo, e servirsene per scrutare l’universo fantastico”, e che aveva ragione Mario Lodi affermando che le sue storie e le sue rime sono finite come “uccellini in gabbia” in libri e antologie, banalizzate alla stregua di melense zuppe di buoni sentimenti da propinare ai più piccoli.

Pino Boero, docente di letteratura dell’infanzia presso l’università di Genova e profondo conoscitore dell’opera e del pensiero di Gianni Rodari, svela invece il vero segreto del perché il suo lavoro ha un grande valore ancora oggi e continua a raccogliere consensi e fan appassionati anche tra gli adulti. “Rodari ha saputo essere moderno appoggiando i piedi sulla classicità; per esempio ha scritto tantissime fiabe moderne, ma ha sempre difeso le fiabe popolari della tradizione affermando che in queste è contenuta l’identità della nazione. In un dibattito degli anni ’70, a chi osservava che le fiabe tradizionali parlavano di boschi, principi e principesse che non esistevano più, Rodari replicava che le fiabe contengono il DNA della nostra cultura… insomma Rodari è un classico e proprio per questo è modernissimo”.

Per un anno intero, i fan grandi e piccoli di Rodari avranno tante occasioni per conoscerlo meglio perché a partire dal 23 ottobre una lunghissima festa animerà scuole, biblioteche, teatri e luoghi di cultura. Tutte le attività si potranno seguire agilmente sul sito https://100giannirodari.com/ che sarà in costante aggiornamento. Ne parleremo certamente anche noi di Mangialibri e cominciamo subito col ricordare alcune delle sue parole più belle e importanti, utili ieri oggi e sempre, ai più piccoli e a tutti noi: “Certi errori possono essere utili strumenti per evocare certe realtà, magari per conoscerle meglio. Si può insegnare al bambino non solo a evitare l’errore, ma anche a capire che l’errore, spesso non sta nelle parole, ma nelle cose; che bisogna correggere i dettati, certo, ma bisogna soprattutto correggere il mondo”.



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