Si salvi chi vuole

Si salvi chi vuole

È possibile realizzare una vita spirituale profonda e soddisfacente per un uomo o una donna, ma soprattutto donna, che è costantemente impegnata nella risoluzione delle urgenze quotidiane che, spesso involontariamente, deve affrontare? Sembrerebbe di sì, basta diventare un “monaco wi-fi”, cioè fare una serie di scelte dettate dalla religione cattolica, una sorta di regola monacale, come quella benedettina, non in un isolato monastero, ma immersi in una vita che procede a scavezzacollo e senza rete. Un monaco sui generis e connesso con le altre sorelle e fratelli, vaganti per lo stesso mondo, ai quali fare riferimento come fonte viva d’ esempio di vita, con i quali condividere le difficoltà che si incontrano nel camino di salvezza, o da assurgere a guide spirituali (a quanto pare, per le donne, sarebbero meglio scegliere una monaca di clausura). Un percorso fatto di semplici, ma ferree regole che indicano una via e che tengono in conto la fragilità umana, mostrando un Dio Padre che ascolta, ha i suoi tempi, le sue trame, sa aspettare e ama la debolezza dei suoi figli, fornendo loro gli strumenti per superarla e arrivare al Paradiso su questa terra. Niente di nuovo rispetto al catechismo classico, ma un tentativo di rivisitare il credo cattolico in relazione all’era contemporanea in cui il fedele è chiamato a vivere e a dimensionarsi…

Costanza Miriano è una giornalista di Rai Vaticano e collabora con alcune testate giornalistiche. Il suo blog e seguitissimo da anni e si concentra sulla possibilità di realizzare una vita spirituale compatibile con i ritmi di questa epoca. Nel 2011 ha pubblicato la sua prima opera, La sposa sottomessa, che suscitò un vigoroso scalpore per la sua posizione religiosa intransigente e cattolica sui doveri di sottomissione della donna al marito. Si salvi chi vuole invece è un tentativo di spiegare in soldoni come sia possibile avere una vita spirituale soddisfacente, nella fedeltà ai dogmi della Chiesa cattolica, in un contesto di vita in cui non è facile trovare la motivazione giusta per diventare “monaci”. La lettura è scorrevole e piacevole anche se spesso interrotta da frivole narrazioni sulla vita quotidiana dell’autrice, di aneddoti del suo essere madre, moglie, lavoratrice e di donna vicina alla cinquantina, in costante lotta contro gli inestetismi della vecchiaia incombente. Lo scopo di queste digressioni sulla quotidianità più spicciola, potrebbe essere duplice: da una parte far comprendere che c’è sempre uno spazio per poter coltivare la propria spiritualità secondo i dettami della dottrina cattolica e che anche una spiritualità imperfetta e perfettibile è fonte di serenità e vicinanza a Dio; dall’altra parte serve al lettore per prendere fiato dalle lezioni di catechismo, rigide e ingessate nell’abito talare che vengono spiegate anche se in forma semplificata come viene più volte specificato. Ci sono episodi che fungono da esempi ripetuti e leitmotiv reiterati (come quelli sull’ossessione per la bellezza fisica perduta, la lotta alla ritenzione idrica o la corsa per mantenersi in forma, fatta anche in ore improponibili) che sarebbero da rivedere e limare perché crivellano lo scorrere del ragionamento religioso con un numero infinito di incidentali e lunghe parentesi che ti fanno perdere il filo del discorso. Molto stereotipata la proposta del femminile: sbadate, confusionarie le donne, hanno bisogno di un uomo con i piedi per terra che recuperi loro i file non salvati persi nel computer infettato da un virus nottambulo o che accolga paziente le loro paturnie. Uomini sbattuti dai venti della passione che non sono i principi azzurri che ti aspetti. Le donne sono forti, coraggiose timorate di Dio, credenti, puntuali, tutte toniche, leopardate, belle, attente alla linea, sbatacchiate qua e là da lavoro, figli, pranzi da organizzare, un mondo coeso di donne alla ricerca di Dio. La cosa che risulta sinceramente utile è invece il manuale for dumpies, come lo definisce l’autrice stessa, di come si possa trovare in Dio l’amore per sé e per gli altri e una vita che valga la pena di essere vissuta, nell’ottica delle regole della religione cattolica, in cui ciò che viene posto in risalto è un Dio buono e misericordioso. Dio è l’Amore, ma ciò che spesso pesa sono le interpretazioni della sua Parola che uomini di chiesa intransigenti e presuntuosi interpretano a loro uso e consumo, facendo in modo che l’Amore entri nelle loro piccole menti, rendendolo rigido e limitato. Anche in questo libro però, ogni tanto, ci si sente fortemente stretti.



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