Nato fuori legge

L’idea efficacissima, semplice e perversamente geniale dell’apartheid consiste nel convincere in ogni modo la maggior parte della popolazione a prendersela gli uni contro gli altri, a dare la colpa a qualcuno, non importa chi, basta che sia il prossimo, per le proprie inadeguatezze e frustrazioni, per i propri fallimenti: a parte l’odio, il concetto di base infatti è quello, suddividere le persone in gruppi, fra di loro aspramente, incontrovertibilmente e irrimediabilmente contrapposti, in maniera da poterli controllare e governare meglio. Perché così, ineluttabilmente divisi, non potranno certo mai e poi mai fare fronte comune contro il potere, libero dunque di fare il suo comodo, il bello e il cattivo tempo. I Romani lo hanno già insegnato, d’altronde, con il loro fortunatissimo “Divide et impera”… All’epoca della segregazione razziale il rapporto tra sudafricani neri e bianchi è di cinque a uno, eppure sono divisi in molte tribù e la partizione più importante è quella fra gli zulu e gli xhosa: questa frammentazione fa sì che sia possibile l’assurdo per cui un’élite riesce a emarginare, vessare, soggiogare attraverso ogni genere di privazione immaginabile la stragrande maggioranza della popolazione, a tutto vantaggio di pochi ricchi e potenti…

Che si tratti di una malattia strana, “che fa fuori i neri ma colpisce i bianchi”, come recita la celebre frase (ormai diventata una sorta di proverbio anche perché l’attribuzione della primogenitura è contrastante e piuttosto nebulosa, quasi da leggenda metropolitana) è un dato di fatto. Ma magari fosse solo questo. Il razzismo ha ucciso e uccide, ancora oggi, in ogni angolo di mondo. E quel che fa più rabbia, soprattutto in luoghi in cui almeno in teoria le possibilità di accostarsi alla cultura, unica alternativa all’ignoranza, che è il sostrato che alimenta questo abietto fenomeno, sono notevolissime. Il Sudafrica è un Paese ricco ed evoluto, che per decenni - come del resto anche per esempio gli Stati Uniti che poi hanno eletto alla Casa Bianca Barack Obama - ha proibito i matrimoni tra bianchi e neri, ha vietato l’amore, ha incarcerato persone, ha limitato fino alle estreme conseguenze le loro libertà. Prendendo le mosse dalla sua personale vicenda Trevor Noah, trentacinquenne conduttore televisivo, attore, comico (ha definito Donald Trump un tipico prodotto della “white supremacy”), originario di Johannesburg, primo della sua nazionalità nella storia a intervenire persino nel leggendario Late Show di David Letterman, figlio di padre di origini svizzerotedesche e madre xhosa, e dunque perseguitato insieme ai suoi perché nato fuori legge, come dice il titolo, amplia con stile avvincente il discorso fino a ritrarre nella sua interezza la società del recente passato e quella attuale, con tutte le sue feroci problematiche e contraddizioni.



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