Mia per sempre

Mia per sempre

Il giornalista di “Indiscreto” ha pubblicato il racconto del fotografo italiano Michele Russo, una “tipica storia irlandese”, come è stata definita nel testo, anche se Mary, la mamma di Mia, vedendo la sua storia messa in piazza in ogni suo piccolo particolare non è affatto felice. Ci sono i suoi genitori, Torton e Betsey O’Sullivan, i genitori di Sean Ryan, suo promesso sposo sin dalla nascita, come era costume del luogo, di cui è stata sempre innamoratissima, pur se a un certo punto della loro storia l’ha mollato per una ripicca, rompendo il fidanzamento. Anzi c’è proprio tutta la storia di Mary con Sean, fino al matrimonio di lui con Lillibeth O’Casey, di certo un ripiego e anche il suo pittore francese, Paul, il padre di Mia, forse inconsapevole, perché tornato in Francia e pur se scrisse due lettere, non gli fu mai detto di avere una figlia. Anzi, Mary durante la gravidanza dichiarò: “Questa bambina è solo mia!” e grazie a questo trovò il nome per sua figlia. Ora è tutto preciso e spiattellato sul giornale e inevitabilmente le due litigano. La madre esige rispetto perché sostiene che sono affari suoi quelli lì scritti nero su bianco, la figlia ribadisce che si tratta anche della sua vita. Mia è cresciuta con le filastrocche che sua nonna Betsey si inventava per lei. È stato alla sua morte, dopo un periodo buio e pieno di dolore che ha scoperto il nonno, ugualmente travolto dalle difficoltà di una perdita così importante, ma al tempo stesso capace di evidenziarle il valore delle cose e il senso della realtà. È al nonno che confida di essersi accorta che Sean spia sua madre Mary...

Diciamoci la verità: quello di Maria Venturi è sempre un nome che è una garanzia per una storia che parli d’amore e in cui l’amore trionfi. Non importa quante avventure (o meglio, disavventure) ci siano in mezzo, alla fine l’amore vince sempre su tutto, resta forte, integro, sincero, nonostante le stupidaggini che comanda al cuore, nonostante gli esseri umani sembrino inesorabilmente votati a farsi del male. C’è poi quella “favola” che poi favola non è, che vuole che una storia più è complicata meglio è, più si avvicina a quelle dei film, più ci toglie il respiro. Ecco, appunto! Poteva questa super signora delle storie a lieto fine farci mancare una storia così? Già l’ambientazione, in un piccolo paesino dell’Irlanda, dove tutti fanno i pescatori e all’emporio trovano ogni cosa che serve, cibi compresi. In una location del genere, potevano mancare i pettegolezzi? Certo che no, soprattutto quando di mezzo ci sono le ragazze di case O’Sullivan, sia Mary che sua figlia Mia, entrambe belle da togliere il fiato, entrambe additate e ritenute delle sgualdrine, eppure entrambe decisamente caste e solo innamorate e per tutta la vita dello stesso uomo. Sì, magari un po’ ribelli, forse fatte anche un po’ a modo loro, ma di certo serie e sincere. Una lettura leggera, ma non per questo noiosa o superficiale. Di sicuro capace di portare via i pensieri per immergerti in questa atmosfera, non senza interrogarsi sul senso dell’amore, sulla necessità della verità, sull’idiozia delle ripicche, quando c’è un sentimento forte e vero da proteggere da ogni contrarietà dovuta all’ambiente e all’odio fra famiglie. Decisamente bello e puro è anche l’amore nei confronti di un fratello ritrovato, un aspetto non proprio comune a quello che succede nella realtà, soprattutto quando ci sono testamenti di mezzo.



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