La ragazza e la notte

La ragazza e la notte

È la primavera del 2017, in Costa Azzurra. Tutti i liceali si ritrovano nella loro vecchia scuola per un anniversario importante, il cinquantenario dell’istituto, ma anche perché la loro vecchia palestra sta per essere demolita per lasciare spazio a un nuovo edificio nel complesso scolastico del Saint-Exupéry. Alcuni di loro si ritrovano dopo venticinque anni, provengono da mezza Europa e da New York, le loro carriere sono state diverse e hanno molto da raccontarsi, ma c’è anche molto di non detto. Manon Agostini ora è una poliziotta che rischia di fare tardi all’appuntamento del suo ex liceo: l’hanno mandata in cima allo Chemin de la Garoupe, un luogo pericoloso a picco sul mare, perché qualcuno ha segnalato uno sparo o lo scoppio di un petardo; Stéphane Pianelli è, invece, un giornalista e ha già scritto il suo pezzo sull’anniversario del liceo per “Nice - Matin”, il quotidiano nel quale lavora; Maxime Biancardini è un futuro deputato; Fanny Brahimi, oggi cardiologa all’Hopital de la Fontonne, non ha perso l’abitudine di portare la sua Leica M al collo e continua a scattare foto tra i presenti all’incontro della “vecchia scuola”; Thomas Degalais arriva da New York, abita al TriBeCa ed è diventato uno scrittore famoso. Un tempo c’era anche Vinca Rockwell. Tutti erano innamorati di lei, ma la ragazza nel 1992 sparì improvvisamente, in una domenica di dicembre. Le malelingue dissero che era scappata con il professore di filosofia, il ventisettenne Alexis Clément, con cui aveva una relazione segreta, ma si persero le tracce di entrambi...

È un peso nell’anima portato per ben 25 anni quello del protagonista, un fardello che lui cerca di alleggerire attraverso i romanzi che scrive e che legge. Mille domande, mille colpe che Thomas attribuisce solo a se stesso, mille risposte che non ha, perché quelle che gli vengono fornite, lo sa benissimo, non corrispondono affatto alla verità. Ogni momento della sua adolescenza e della sua vita è scandito da un classico di uno scrittore famoso... li cita, li lega insieme agli eventi, li ricorda. La capacità di Guillaume Musso di descrivere i sentimenti umani, di catturare l’attenzione, di mettere insieme storie, intrighi e intrecci, è ben conosciuta e non viene meno nemmeno questa volta. Bellissima, tra le tante degne di nota, l’immagine del Thomas scrittore che predilige gli spazi aperti e gli ambienti ben frequentati per lavorare ai suoi romanzi, perché proprio in questi luoghi ha l’impressione di riflettere meglio, seguendo il brusio e il flusso delle conversazioni e sentendovi scorrere la vita quotidiana cittadina. Al tempo stesso bellissimo anche questo continuo alleggerirsi la coscienza di ciascuno degli attori della storia, che arricchiscono tutto ciò che è successo 25 anni prima di particolari torbidi, ma che li annoda tutti insieme a un medesimo destino. E in mezzo a mille verità l’epilogo è solo il desiderio di dare all’intera vicenda la fine sognata, quasi come in un altro (l’ennesimo) romanzo, quegli stessi che Thomas scrive. Per aiutarsi a far pace con la coscienza e con il mondo.



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