La macchina del mondo

La macchina del mondo

Il fumo si muove con moto obliquo a seconda del potere del vento che lo spinge e varia di colore dalla varietà di materiali che lo generano. Allo stesso tempo non genera ombre ed è più bianco vicino al punto di origine, diventando poi sempre più azzurro... La superficie dei fiumi è di tre colori: chiara, media e scura. È chiara quando genera schiuma, media quando rispecchia l’aria e scura quando si muove in onde che generano ombre verdi e azzurro scuro... Se è la testa ad essere illuminata da una fonte di luce, dove riceverà i raggi dall’angolatura più simile sarà più in luce, mentre tra raggi meno uguali sarà meno luminosa, un po’ come tirando una palla su un muro, il ritorno dipenderà sempre dall’angolatura nella quale si trova colui che lancia: se centrale creerà angoli uguali, se in una estremità della stanza, la palla cadrà formando angoli diversi. Le cose che appaiono di forma minuta, perché lontane all’occhio, non saranno mai precise nella forma, così in un dipinto il pittore dovrà fare le piccole figure appena accennate e non finite perché, tra l’occhio e la cosa, ci sarà molta aria che impedisce e toglierà alla vista i particolari più minuti... Le distanze tra chi osserva e l’oggetto sotto osservazione possono essere differenti e i colori si perdono in esse quanto nel passare delle ore del giorno... L’illuminazione è la partecipazione della luce in una visione, mentre il luccichìo è il rispecchiare della luce stessa... I paesi devono essere ritratti in modo che gli alberi siano sempre per metà illuminati e per metà all’ombra. È preferibile però dipingere i paesi quando il sole è nascosto dalle nuvole, così che gli alberi si illuminino della luce del cielo e dell’ombra della terra...

È già dal sottotitolo, ovvero “Gli scritti rivoluzionari sulla natura e la tecnica” che si intuisce il valore di questo classico Rizzoli, frutto del genio di Leonardo e che contiene anche i suoi disegni originali. A cinquecento anni dalla morte e in mezzo alle tante celebrazioni italiane e non solo, riportare alla luce forse non proprio tutto quello che ha alimentato le sue invenzioni e le sue opere, ma di certo, comunque, una parte interessante di uno dei simboli del Rinascimento italiano, sembra essere una ottima risposta a chi, da più parti, invoca un ritorno alla cultura e un nuovo periodo altrettanto pieno di idee, scoperte e percorsi intellettuali capaci di traghettarci fuori dal buio dove ci siamo infilati. Ma c’è di più. Al di là dell’esempio, non manca come sempre il fascino che accompagna il riscoprire le sue geniali intuizioni, il suo occhio acuto puntato sempre sulla realtà, ma con una proiezione sul futuro, invito, quindi, costante a ripercorrere le sue orme, a imparare dalla sua genialità, a riscoprire la vivacità del suo pensiero e la valenza delle sue scoperte e dei suoi studi. Possibilmente con la stessa vivacità che lo rese pittore, scultore, inventore, architetto, matematico, cerimoniere, ingegnere, caricaturista, alchimista, musicista e chi più ne ha più ne metta. Una serie di sfaccettature che comunque non bastano a rappresentare il suo essere poliedrico, curioso e assoluto genio! Ed è interessante, desumere da questo volume l’esercizio dell’osservazione, quale modalità attenta e scrupolosa alla base di ogni suo lavoro.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER