L’esercito dei 14 bambini

L’esercito dei 14 bambini

Sono le sette del mattino di un giorno di settembre nel 2024 a Monument, nel Colorado. I due scuolabus procedono per Mitchell Road: Dean ed Alex, suo fratello, si precipitano rispettivamente sul veicolo diretto al liceo guidato dal signor Reed e su quello destinato alle scuole elementari e medie guidato dalla signora Wooly. Sul bus del liceo Astrid, la ragazza dei sogni di Dean, “la campionessa della squadra di nuoto, la dea sprezzante” e Jake, il vanitoso campione della squadra di football, si punzecchiano a vicenda, Niko, detto “il Cacciatore Coraggioso” resta chiuso nel suo dignitoso isolamento, Brayden fa il bullo, Josie e Trish parlano di una manifestazione sui diritti degli animali, Dean cerca di passare inosservato. Ma non è una mattina come le altre: quella che inizialmente sembra una normale grandinata si trasforma in un incubo di sassi ghiacciati di dimensioni inverosimili che colpiscono i due mezzi, facendo perdere al signor Reed il controllo del bus che urta un lampione e si ribalta. L’incidente è fatale per l’autista e per Trish. Ma la signorina Wooly, alla guida del bus delle elementari e medie, riesce a tenere il controllo del suo veicolo, indirizzandolo contro le vetrate del supermercato Greenway, mettendo così al sicuro al suo interno i bimbi e poi tornando indietro a salvare i superstiti del bus del liceo un istante prima che venga divorato dal fuoco ed esploda. Le saracinesche automatiche del centro commerciale si chiudono alle loro spalle: sono 14 i bambini, ragazzi ed adolescenti che si ritrovano isolati mentre la signorina Wooly corre a cercare aiuto. Quello che né lei, né i ragazzi sanno è che la grandinata è stata solo l’inizio di una serie impressionante di eventi naturali - e non - che potrebbero preludere alla fine della civiltà…

Sul sito personale della scrittrice statunitense - con un passato da attrice in film come Superstar e Matrimonio impossibile - campeggia come motto “Emmy Laybourne writes about good kids in bad troubles”, ovvero “Emmy Laybourne scrive di bravi ragazzi alle prese con grossi guai”. In effetti già in questo primo volume della trilogia apocalittica YA (in originale Monument 14), i problemi da affrontare per i 14 bimbi e ragazzi della tranquilla cittadina nei pressi delle Montagne Rocciose sono piuttosto seri: una violenta esplosione vulcanica ha distrutto l’isola di La Palma, nelle Canarie, e causato un immane maremoto che ha devastato la costa est degli Stati Uniti, portato al collasso la Rete informatica, provocato violentissime tempeste di tipo “supercella”, innescato un terremoto responsabile di una disastrosa fuga di composti chimici da un deposito militare che, a seconda del gruppo sanguigno dei soggetti esposti, trasformano alcuni - i “gruppo 0”- in belve umane assetate di sangue, simili a zombie inarrestabili, provocano in altri - i “gruppo A” - letali lesioni cutanee e mucose. Pur essendo annunciato come “erede di Hunger Games”, L’esercito dei 14 bambini non ne possiede la forte carica distopica che ha permesso l’affermazione della trilogia di Suzanne Collins - spinta anche dalle trasposizioni cinematografiche con Jennifer Lawrence - ben oltre il classico target YA. Elemento caratterizzante è l’utilizzo del racconto in prima persona, con un deliberato ricorso ad uno stile di scrittura simil adolescenziale che, assieme ad un buon ritmo narrativo, ha posto le basi per un certo successo presso il pubblico di riferimento, con oltre 300.000 copie vendute, la traduzione in nove lingue ed un film in cantiere affidato alla regista Sandy Widyanata, esperta nella direzione di sequenze con effetti speciali e computer grafica, nella cui sceneggiatura è stata coinvolta la stessa autrice.



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