L’amica perfetta

L’amica perfetta

Cabo San Lucas, Messico, fine giugno 2017. Jule West Williams è in un hotel da favola: minibar, soffici asciugamani, idromassaggio: il resort Playa Grande nella Bassa California del Sud ha ogni genere di comfort per un weekend di relax o per una settimana di vacanza. Jule ‒ trent’anni, capelli neri corti, occhi verdi, pelle diafana, braccia robuste: una ragazza nella norma, non brutta ma nemmeno uno schianto ‒ si allena nella palestra dell’hotel in completa solitudine. Una donna dall’accento messicano le si avvicina cercando di fare amicizia e chiedendole cosa fare in quel grandissimo hotel. Jule non parla spesso con gli ospiti dell’hotel, ma decide comunque di darle dei consigli su attività e cibo: si accordano per quella sera per una partita a Trivial Pursuit nella sala bar a pianoterra. La donna, Imogen, racconta a Jule di essere in un momento di crisi in quanto suo padre sta male, affetto da sclerosi multipla e demenza senile, e lei se ne occupa, ma finalmente ‒ essendosi stabilizzate le sue condizioni ‒ si è concessa qualche giorno di relax. I pomeriggi in hotel Jule li trascorre a bordo piscina, guardando film in spagnolo sul monitor del bancone del bar e parlando di alcolici con il barista Donovan, un ragazzo del posto, robusto, flaccido con i capelli unti, dispensatore di sguardi ammiccanti. Quella sera Donovan la informa che una donna (la stessa che ha conosciuto in palestra) ha chiesto di lei: Jule non ha dubbi, la donna l’ha fregata con la falsa amicizia in palestra ma in realtà è uno sbirro o qualcosa del genere. Torna in camera con aria disinvolta, preleva oggetti di valore dalla cassetta di sicurezza e qualche vestito, torna al bar da Donoval e gli lascia la valigia; gli allunga una banconota e gli chiede un favore dandogli istruzioni. Ormai erano amici, Donovan l’avrebbe aiutata e l’avrebbe coperta come aveva già fatto una volta…

Emily Lockhart, autrice del bestseller mondiale L’estate dei segreti perduti, tradotto in dieci lingue e finalista al prestigioso National Book Award, ci regala un nuovo thriller coinvolgente e appassionante, un romanzo di suspense psicologico scritto “al contrario”: si inizia la storia dal penultimo capitolo e si va a ritroso nel tempo fino a ritornare al punto di partenza. Tutto avviene come in un film, in pochissimo spazio temporale: c’è poco da pensare e molta azione. Non a caso L’amica perfetta, bestseller del “New York Times”, sta per diventare un film prodotto da Lena Dunham e Jenni Konner. Jule è una ragazza con un passato difficile, si adatta a ogni situazione, si reinventa, cambia accetto e look, cambia identità fra bugie e trasformazioni fisiche e mentali, ha le sue fragilità nonostante sia molto risoluta: vive come un’eroina, affronta le sfide con coraggio ma non rinuncia alla violenza come unico mezzo necessario per uscire dai problemi. Ogni personaggio del libro, come Brooke, Forrest e Paolo, seppur di passaggio o marginale, ha la sua importanza e ogni pagina è fondamentale per capire la storia di Jule e scoprire il motivo per cui Imogen si toglie la vita. L’incontro con Imogen diventa un gioco pericoloso, passa dal vivere in simbiosi con la sua amica e affrontare insieme le difficoltà all’ossessione di avere tutto quello che lei possiede: l’amicizia cede il passo alla voglia di rivalsa e alla voglia di dimostrare che lei è più forte e capace. Imogen è una persona fragile, con un passato incerto, esuberante e donna consapevole, non elemosina affetto e attenzioni di nessuno ma usa la sua libertà economica per sfuggire ai legami sentimentali. Cosa succederà a Jule? Cosa si scoprirà mano a mano che la storia prenderà vita e si tornerà indietro di un anno? Come si sono ritrovate le due amiche? Come è nato tutto questo?



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