L’ambasciatore delle foreste

L’ambasciatore delle foreste

1860, Vermont, Stati Uniti d’America. George Perkins Marsh è tornato da qualche mese nella sua Woodstock – non quella che diventerà famosa circa un secolo dopo –, un piccolo ma caratteristico paesino del Vermont circondato da alberi, alture e fiumi. Ha trascorso quattro anni in Turchia, a Istanbul, ricoprendo il ruolo di ambasciatore americano; poco è il tempo che vive nella capitale turca, preferendo viaggiare e conoscere quella terra tanto affascinante quanto ancora poco conosciuta. Ma quando il vecchio Presidente lascia il posto al nuovo – Franklin Pierce –, George è costretto a tornare in America: qui aveva sperato di non tornare più, non per scarso attaccamento al Paese natio, anzi, quanto piuttosto per cercare di saziare quella sete di conoscenza che per tutta la vita lo ha spronato ad andare avanti e per evitare di saldare quel debito di 50.000 dollari procuratosi a causa della sua poca destrezza come uomo d’affari. Ma proprio mentre cerca di racimolare quei soldi, tenendo conferenze (tra tutte le doti che ha, però non rientrano quelle del buon oratore!) e insegnando lingua inglese alla Columbia College, gli viene chiesto di occuparsi di uno studio per verificare lo stato di salute della natura in Vermont: è evidente a molti che le foreste e i fiumi non sono più come quelli di una volta e George è l’uomo adatto per indagarne le cause. Parte così, quasi per caso, uno studio approfondito sulle dighe, sulle industrie che inquinano, sulla deforestazione, sulla pesca senza criterio…

Nato in America all’inizio del XIX secolo, George Perkins Marsh è considerato il primo “ambientalista” della storia, prima ancora che il termine stesso fosse coniato. Innamorato da sempre della cultura e della natura, George P. Marsh spese tutta la sua vita non solo a studiare ma anche a viaggiare molto: America, Turchia, Egitto, Italia e gran parte del resto d’Europa. Un amore tanto forte, quello per l’Europa, che si coronò definitivamente nel 1861, quando ottenne, dal presidente Lincoln, la carica di ambasciatore nel neo Stato Italiano appena formatosi. Una biografia impressionante, quella di Marsh, che Paolo Ciampi ripercorre prendendo per mano il lettore e accompagnandolo dolcemente alla scoperta di quest’uomo: dall’infanzia fino al primo matrimonio, il lutto, le seconde nozze, il viaggio in Turchia e nel Medio Oriente fino alla tappa finale in Italia. Sarà proprio nel Bel Paese che George, nel 1864, metterà per iscritto gli anni di osservazioni e appunti presi durante i suoi innumerevoli viaggi; nasce così L’uomo e la Natura. Ossia la superficie terrestre modificata per opera dell’uomo, un compendio in cui Marsh analizza inondazioni, frane, disboscamenti, inquinamento dei corsi d’acqua e mutamenti del clima: nulla, in natura, è frutto del caso, ma tutto è collegato agli squilibri che l’uomo, tecnologizzandosi, causa sull’ambiente.



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