Là dove s’inventano i sogni

Là dove s’inventano i sogni

Il libro condensa sedici brevi biografie, camei diremmo, di donne vissute a partire dall’epoca di Caterina di Russia sino ai nostri giorni che, per realizzare obiettivi e desideri, si posero rispetto alla propria epoca in maniera profondamente anticonvenzionale. L’apertura è dedicata al soprano Praskov’ja Kovaleva e la conclusione, con un salto di due secoli, viene dedicata ad una donna contemporanea: la giornalista Anna Politkovskaja. Tra le vicende di queste due donne, tante altre sono racchiuse nel libro, tra le quali il lettore italiano scorgerà quelle di figure sconosciute ai più come Svetlana Allilueva, figlia di Stalin o Varvara Stepanova. Quest’ultima in particolare, pittrice famosa in patria, contemporanea di Kandinskij che, inventando un neologismo, ebbe a definirne lo stile come “arte varvarica” e ad un certo punto della sua vita osò abbandonare la pittura e si dedicò a realizzare vestiti dalla foggia particolare, idonei ad essere indossati indifferentemente sia da uomini che da donne. Le storie tuttavia che si stagliano in maniera davvero imponente sia nell’universo russo che in quello europeo, sono quelle delle letterate Nina Berberova e Anna Achmatova forse per le vicissitudini di entrambe: l’una scrittrice e l’altra poetessa, sono trasfigurate nelle opere che si trovano negli scaffali dei librai di tutto il mondo…

La raccolta di sedici brevi biografie elaborata dall’autrice, giornalista e profonda conoscitrice della Russia, si presenta interessantissima per gli amanti della storia e della letteratura di quel Paese perché nel libro, oltre ad essere narrate le vicende reali delle sedici eroine vissute tra la fine del 1700 e il 2006, ne vengono inquadrati, con dovizia di particolari anche gli ambienti sociali e le conoscenze delle quali queste donne si circondarono. Così, di Anna Achmatova viene descritto l’incontro a Parigi con Modigliani che del profilo della poetessa russa fece un celebre schizzo, oppure di Elena Bonner e di Andrej Sacharov viene illustrata la passione per la letteratura ed in particolare per le opere dello scrittore, anch’egli russo, Aleksandr Solženicyn, premio Nobel per la letteratura nel 1970. Di ciascuna protagonista poi, vengono individuati e narrati i rapporti col potere (soprattutto ciò si realizza per le figure invise agli zar o all’establishment contemporaneo) senza tralasciare i moti dell’animo, le sfumature del privato, i rapporti con i figli e con gli amici. La conclusione della galleria ‒ per nulla pedante ed anzi dotata di grande vivacità riguardo alla scelta degli episodi salienti di ciascuna “vita” ‒ viene dedicata, con narrazione/commento, posta tutta in corsivo (a sottolineare, col carattere tipografico, la contemporaneità di una “vita mirabile”) alla donna che Margherita Belgiojoso, senza alcuna esitazione, definisce “ la giornalista più rispettata del paese” proprio colei che Vladimir Putin ha, all’opposto sempre considerato un’insolente: Anna Politkovskaja, la cui vita a dire dell’autrice riflette, al pari della altre, l’epoca in cui la protagonista è vissuta. Si sottolinea l’accurata bibliografia, con le indicazioni dei testi consultati anche nelle versioni pubblicate in Italia e il corposo indice dei nomi.



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