Invincibili come noi

Invincibili come noi
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Serve poco per sentirsi bellissima: un bel vestito, scarpe adeguate, un trucco accurato e sexy, capelli in ordine e... un appuntamento con un uomo che ti fa sentire una principessa! Robin, di professione truccatrice, ha una figlia di sei anni, Lyla e vive con lei nella casa che era stata della sua nonna paterna. È superprotetta non solo da suo padre, ma anche dalla sorella più piccola di lui, zia Kath, una specie di turbine in gonnella che avendo le chiavi di casa di Robin vi piomba la mattina presto, non senza un carico di cibo da mettere in frigo o nel congelatore. E come si può impedirle di usare le chiavi di accesso se ti nutre a coccole e lasagne? Abita a cinque minuti da lì e sembra uscita da una libro di fiabe per bambini, con ampie gonne colorate e luccicanti, cardigan all’uncinetto e un mare di impegni tra il Club dei cupcake e uncinetto o quelle del patchwork o quello che gestisce di dog walking che le permettono di sapere tutto di tutti e ovviamente, anzi, soprattutto le novità e i pettegolezzi su scandali o tragedie del territorio, un’abitudine che non ha perso da quando faceva la parrucchiera nel pieno centro di Cambridge. È l’inizio di gennaio e quello appena trascorso per Robin è il quinto Capodanno da mamma single, il quinto in cui il primo bacio e il primo abbraccio dell’anno sono riservati solo alla figlia. Oggi ricominciano le scuole dopo le vacanze natalizie e la piccola Lyla deve torna alla Hesgrove School, in una gigantesca villa signorile con l’edera che si arrampica sulla facciata, la cui retta viene pagata grazie alla rinuncia del papà di Robin e di zia Kath a una parte dell’eredità della loro madre...

Le donne spesso e volentieri hanno una marcia in più, ma il guaio è che non se lo riconoscono spesso e pensano che senza un uomo accanto abbiano troppe difficoltà e poche considerazioni. È così nella realtà ed è quello che succede anche alla protagonista del romanzo, una ragazza madre che se pur supportata nella gestione della figlia da un ex compagno e da una zia ancora piuttosto giovane e vivace che vale per mille, è pur sempre da sola ad organizzare la quotidianità, ma non trova un motivo valido per sentirsi unica e irripetibile e soffre di un complesso di inferiorità che la fa sentire ultima degli ultimi e le permette anche di dubitare del fatto di essere una buona madre. Per fortuna una serie di eventi e soprattutto l’incontro con alcune amiche (la sua datrice di lavoro e le mamme dei compagni di scuola di sua figlia), intelligenti e dotate della capacità di scoprire i talenti, le dimostrano, al momento giusto, che è una colonna portante dell’azienda per la quale lavora, una persona sensibile e buona al punto da costituire un supporto inesauribile per le altre, per i loro momenti no, per i loro dubbi, le paure, l’ansia. E le dimostrano anche che spesso gli uomini non sono davvero indispensabili per avere una vita piena e dignitosa e soprattutto che non si deve avere fretta, ma attendere quello giusto che non è affatto come il Theo incontrato da Robin, capace di farle credere nelle favole, solo perché ricco e “piacione”, ma in realtà caratterialmente un pessimo uomo capace solo di violenza psicologica e di colpire dove sa di poter far del male!



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