Il traditore della mafia

Il traditore della mafia

Una mattina di un giorno di luglio del 1984. Interni della questura di Roma. Un uomo è a colloquio con il giudice istruttore. È provato psicologicamente ma anche fisicamente, dato che solo qualche giorno prima ha tentato di suicidarsi con la stricnina. È stato arrestato in Brasile, da qui il suo soprannome “boss dei due mondi”, ma è stato prontamente estradato in Italia dalle autorità sudamericane per via della sua caratura criminale. Il suo nome è Tommy Branciforte e in passato era conosciuto anche come “il Pacificatore” per via delle sue abilità diplomatiche nel dirimere contrasti. Oggi invece per i suoi vecchi sodali è semplicemente “il Traditore”. Traditore perché non si riconosce più nella Cosa Nostra di un tempo nella quale, secondo la sua visione, i deboli venivano difesi dai soprusi dei potenti e si rispettavano amicizia, donne, bambini e famiglia. Oggi invece comandano i viddani di Corleone capeggiati da u’Nanu e tutto questo sistema di regole è stato spazzato via in favore degli imbrogli e della ferocia cieca. Branciforte perciò è perfino disposto a rompere il suo patto di omertà con l’organizzazione, pur di fermare questi sanguinari che hanno sepolto gli ideali della Cosa Nostra. Lui comunque non è un pentito, rifarebbe tutto daccapo dovesse rinascere cento volte, perché è stato, è e sarà sempre un mafioso…

Ritorna Vito Bruschini, formidabile nel ricreare con il verosimile storie vere del nostro Paese. La sua più grande abilità sta infatti nel trattare temi universalmente conosciuti ma in chiave romanzata, suscitando quindi grande curiosità e attenzione nel lettore. La trama è sempre ricca di colpi di scena e di intrecci tra personaggi misteriosi, intrighi criminali e politici e omicidi eccellenti. In questo caso il personaggio descritto neanche troppo velatamente è Tommaso Buscetta, il vecchio boss di Porta Nuova che, con le sue dichiarazioni al giudice Falcone, ha messo in ginocchio Cosa Nostra nel maxi processo di Palermo del 1984. Una figura che ultimamente sta suscitando un interesse rinnovato, complici anche il recente film di Bellocchio Il traditore, con Pierfrancesco Favino nei panni di Don Masino, e il documentario Our godfather, in cui la famiglia del padrino racconta i suoi segreti più intimi. Un ritratto a tutto tondo quello che fa Bruschini che ci permette di conoscere anche la storia recente della mafia e d’Italia. Intense le descrizioni dei conflitti interiori del protagonista quando decide di collaborare con la giustizia e di dialogare con il giudice e le pagine di vita familiare del boss.



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