Il mago del nulla

Nordkapp (Capo Nord), dicembre 2015. Una Ferrari, lanciata a gran velocità verso la fine di un piano ghiacciato, sta per spiccare il volo per poi precipitare nel Mar Glaciale Artico. Al suo interno Wiz, l’uomo più ricco e famoso del pianeta, il creatore di WizConnect, il nuovo e rivoluzionario social in grado di coinvolgere tutti e cinque i sensi e che ha messo in connessione almeno quattro miliardi di persone. Quello che lo ha portato fino a Capo Nord è un lungo viaggio, una sorta di fuga da sé stesso e da qualcuno che forse lo sta inseguendo. Perché la sua vita, seppure lussuosa, non ha più molto senso. Due cose sono accadute e che hanno cambiato l’esistenza di Wiz: la diagnosi di un tumore al cervello e la successiva operazione chirurgica e le voci dentro la testa, che sono apparse proprio dopo il risveglio post operatorio. Voci che gli fanno fare brutti pensieri nei confronti di sua moglie e di suo figlio, costretti ad allontanarsi. Un allontanamento che poi si concretizza con la richiesta di divorzio da parte della moglie. Inizia da qui il viaggio di Wiz il quale, anziché recarsi a Milano per una visita, sceglie come meta finale le terre gelate di Capo Nord. Ma, durante il percorso, l’uomo incontra strani personaggi che per un tratto lo accompagnano, tra deviazioni, sparatorie e fughe in Ferrari. Nina, tra tutti, è la ragazza che di più lo aiuterà a trovare risposte, che non siano quelle delle voci che sente dentro la testa. Un viaggio dunque verso la consapevolezza e il ricongiungimento con un Io interiore da tempo smarrito. Ma sarà veramente così? C’è qualcosa di strano e che non torna. Le voci sussurrano, consigliano, incoraggiano, incitandolo a proseguire verso la destinazione finale…

Il viaggio che Wiz compie, e che seguiamo tappa dopo tappa, non è solo una specie di fuga ma è un viaggio fatto di suoni. Ogni capitolo viene introdotto dai versi di alcune famosissime canzoni, ma la musica è sempre presente, non solo in qualità di colonna sonora, e funge anche da dettaglio o indizio simbolico di quel che sta per accadere. Informatica e musica sono anche due componenti della vita di Alessandro Casalini, che si occupa di sviluppo web e software, ma che è stato anche musicista per diletto. Le fonti che hanno ispirato questo romanzo sembrano dunque chiare. Da un lato il potere dei social sulle masse, il loro esserne diventati parte integrante, mezzo indispensabile per sentirsi parte di un tutto – pensiamo solo al down dei server di qualche tempo fa che ci ha fatti sentire isolati e soli al mondo – e dall’altro la figura di Brian Wilson, fondatore dei Beach Boys, il quale, al pari del protagonista Wiz, sofferente di schizofrenia, sentiva delle voci nella testa e che solo grazie all’affetto famigliare non ha fatto la fine di Syd Barrett, il diamante pazzo dei Pink Floyd. La trama del romanzo è quindi potenzialmente intrigante e il ritmo della narrazione è veloce, decisamente rock. Brevi capitoli ci fanno letteralmente volare verso Modena, Milano, Amburgo, la Danimarca e poi ancora più su, fino a Capo Nord. Il meccanismo alla base del libro rimanda a un futuro più che prossimo, tecnicamente possibile se non già in atto. L’idea perciò è buona, l’intreccio narrativo convincente. Punto debole del romanzo sono però i dialoghi, a volte poco efficaci o banali, che portano il lettore fuori dalla storia. Spesso l’intreccio delle comunicazioni tra Wiz e la voce dentro la sua testa, unite a quelle di un interlocutore di turno, si ingarbugliano con espressioni colorite e poco credibili e l’architettura del romanzo, oltre che traballare, ne risente.



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