Il caso Nietzsche

A distanza di molti anni ormai il pensiero di Nietzsche rivela aspetti non ancora indagati in modo adeguato. Uno di essi, su cui si sofferma l’analisi dei due autori del presente testo, è costituito dal messaggio religioso spesso travisato o del tutto ignorato. Certo, è innegabile l’importanza che il filosofo tedesco ha conseguito in virtù della capacità di identificare la caratteristica che differenzia il sacrificio della morte divina nel mito e nella Bibbia. Ovvero la stessa differenza che intercorre tra morte colpevole e morte innocente. Ma a suo avviso la religione cristiana commette un errore nel disconoscere valore sacrificale alla morte pagana. Per il fatto che la visione giudaico-cristiana disconosce quel concetto di colpevolezza della vittima che tuttavia in virtù della sua morte acquisisce valenza salvifica e rigeneratrice. Da un lato Nietzsche riconosce lo stato di colpevolezza al dio pagano, mentre dall’altro invece ne esalta i meriti salvifici, finendo nel tunnel della follia, tra contraddittoria esaltazione del dionisiaco e accettazione implicita del codice evangelico, E così il preteso distruttore del cristianesimo ne diviene fatalmente la conferma stessa…

Ci sono varie buone ragioni per leggere Il caso Nietzsche, un interessantissimo volume composto nella prima parte da cinque saggi di René Girard, antropologo, critico letterario ed ex docente alla Stanford University, e nella seconda da un ampio saggio di Giuseppe Fornari, che insegna Storia della Filosofia all’Università di Bergamo ed è autore di numerosi studi che mettono in rapporto la cultura della Grecia antica con la civiltà europea. Direi innanzitutto per l’oggetto inusuale dell’analisi proposta dagli autori, quindi per l’esito direi in certo senso rivoluzionaria del lavoro condotto, per la necessità ancora viva di fare luce su parti importanti del pensiero in larga parte abusato e travisato di Nietzsche e anche perché il testo offre al lettore lo spunto per approfondite e rinnovate riflessioni sul senso della condizione umana. È corretto dire, dunque, che questo è un libro di una potenza straordinaria che ci sentiamo di raccomandare per il rigore scientifico e la puntualità delle analisi, utili tra l’altro per sfatare convinzioni troppo facili e diffuse. Ricco e documentatissimo esso copre ogni aspetto della questione presa in esame. Lo stile delle argomentazioni esposte da entrambi gli autori riesce a tenere insieme erudizione e accessibilità in modo sorprendente. Le conclusioni possono non essere condivise da un punto di vista strettamente scientifico, ma costituiscono un punto di svolta fondamentale per mantenere aperta e oggettiva l’interpretazione del pensiero nietzschiano e la suggestione che esercitano è impagabile.

 


 

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