I cento pozzi di Salaga

I cento pozzi di Salaga

Botu, Ghana. Aminah e le sue sorelle sono sole: il padre è via per vendere le sue scarpe. Il rumore della carovana in arrivo interrompe le loro attività: il “madugu” si avvicina, fiero e flessuoso sul suo cavallo. Imponente e carismatico, si ferma davanti ad Obado, il capo del villaggio, per contrattare il pedaggio. È il momento, per le tre ragazze, di vendere le loro pietanze ai viaggiatori. E non c’è tempo da perdere. In giro, da sole, per l’accampamento, Aminah e le sorelle non sanno quanto un uomo possa essere spregevole e violento. Non resta che tornare a gambe levate a casa. Al diavolo l’uomo col turbante! Al diavolo il budino! Nella capanna trova pace e la presenza del padre la rassicura ulteriormente. Ma è pronto a partire e le fa promettere di prendersi cura della madre, delle donne di casa. Nello stesso momento, a Kpembe, anche Wurche è sola: suo padre e i suoi fratelli sono partiti per un importante incontro di capi tribù. Avrebbe voluto essere lì con lui ma la politica non è cosa da donne. Suo padre le aveva concesso il privilegio di studiare ma il suo destino, come quello delle altre, è legato ad un buon matrimonio. Niente di più lontano da quanto desiderasse il suo cuore: essere a guida del suo popolo. Nessuna delle due immagina che le loro strade siano destinate ad incrociarsi…

Le voci di Aminah e di Wurche si alternano, a raccontare lo stesso tempo e lo stesso spazio da due differenti punti di vista. Due donne lontane, con storie differenti, unite dal comune coraggio di forzare le tradizioni, di andare controcorrente, di non piegarsi a regole ingiuste. Accumunate dalla condizione di essere donne nell’Africa di fine Ottocento. Ayesha Harruna Attah, considerata una delle espressioni più interessanti della narrativa africana di oggi, riesce ad affrontare, con uno stile coinvolgente e scorrevole, le questioni scottanti legate alla sua terra (la schiavitù, i privilegi, il potere, il colonialismo). Ma non si limita a questi aspetti. Va a fondo nell’animo umano toccando corde più intime (l’amore, il coraggio, l’amicizia). Temi senza tempo e senza spazio. Il taglio realistico evidenziato dalla capacità di creare immagini vivide e dall’uso di termini originari, trasporta il lettore in terre lontane e si inserisce in una interessante capacità di raccontare, in modo potente, i sentimenti e le emozioni. Le due protagoniste, infatti, sono due personaggi complessi, tratteggiate con sapiente attenzione, lasciando emergere i lati psicologici che le rendono personaggi universali e contemporanei. I cento pozzi di Salaga (gli stessi pozzi utilizzati dagli schiavi per lavarsi prima di essere messi in vendita), particolarmente apprezzato in Africa per la fedeltà della ricostruzione storica, è in corso di pubblicazione in diverse lingue.



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