Delle donne non si sa niente

Delle donne non si sa niente

Essere uomo è meglio che essere donna, semplice. Ma quando si è creato questo mondo “a base uomo”, in cui femminile uguale a fastidioso? Perfino per le emancipate, che eccellono tra gli eccellenti, troppo gelose del proprio successo per condividerlo con altre. Diverso è per le femministe, che alla causa della liberazione si votano sacrificando il proprio io romantico. Già, l’amore: gabbia fasulla che regge il castello della sudditanza femminile all’uomo e dell’antagonismo fra donne. Gabbia è pure il sesso: accondiscendenti uteri da riproduzione o agognate ma disprezzate veneri del letto? Gabbia, la casa: “casalinga” non s’è mai sentita al maschile, i maschi stanno al lavoro, mondo pressoché precluso a quelle con la doppia x. Preclusa è pure l’indipendenza: perché le donne si costringono implacabilmente dentro al matrimonio? L’unico territorio, peraltro, in cui la maternità sia socialmente accettata: guai ad avere figli e non un marito. Questo cliché, come altri, è tutto maschile, pazzesco che perfino molte donne vi si sottomettano. Perché non ribellarsi dunque, insegnando, come madri, ai figli maschi a essere adulti non schiavisti? Il mondo può davvero cambiare…

Sono passati 42 lunghi anni dalla prima pubblicazione di questo libro. Oggi i tempi sono diversi: c’è internet, le donne studiano, lavorano, abortiscono, divorziano, dunque che bisogno c’era di ripubblicarlo? Con quel suo piglio rivoluzionario e sinistrorso, poi, così vintage. Per fortuna, ci pensa l’autrice a chiarire ogni dubbio: nulla è mai ottenuto per sempre. Qua il rischio dello scivolone sociologico è dietro l’angolo ma è notizia che, oggi, a parità di mansione una donna guadagna meno di un uomo. Che, oggi, un’azienda tentenna ad assumere una trentenne ancora senza figli. Che, oggi, una supposta “condotta non lineare” può giustificare un abuso sessuale. Che, oggi, festeggiamo il numero dei femminicidi, diminuito da un anno all’altro di qualche unità. Con una penna veloce come un lampo e una vena ironica (amaramente) molto generosa, questo libro serve ancora nell’epoca 2.0, alle donne per non abbassare il livello di guardia, agli uomini per capire come costruire un futuro migliore. Con le donne, s’intende.



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