Anestesia letale

Autore: 
Traduzione di: 
Editore: 
Articolo di: 

Il dottor Tim Fletcher, internista presso l’ospedale di Nottingham, ha appena terminato il suo turno di servizio; ha provato senza successo a chiamare Karen, la ragazza dal corpo perfetto che sta frequentando, la cui pelle già pregusta di baciare di lì a poco, per avvertirla dell’ennesimo ritardo. E così, infilate le cuffie del walkman, con passo rapido si dirige verso il suo appuntamento, senza accorgersi di essere seguito. L’uomo con il passamontagna è dietro di lui. Quando Tim ne vede il riflesso nella porta a vetri è troppo tardi: la lama dell’aggressore cala rapida, precisa, più e più volte: ogni tentativo di fuga è vano. È proprio Karen, che ha deciso di andargli incontro, a trovarlo riverso per terra, a dare l’allarme, e probabilmente a salvargli la vita: le ferite che Tim ha riportato gli hanno fatto perdere molto sangue. Alcuni dei tagli insospettiscono il detective Resnick, incaricato dell’indagine: sembrerebbero far supporre che l’aggressione sia avvenuta con una certa premeditazione, e che chi l’ha compiuta avesse precise conoscenze di anatomia! Il pensiero del poliziotto corre subito a Ian Carew, studente in Medicina ed ex fidanzato di Karen, da lei mollato per il dottor Fletcher…

Anestesia Letale (Cutting edge in originale) è il terzo dei polizieschi di John Harvey - scrittore, poeta e sceneggiatore per la TV britannica – con protagonista Charles Resnick, detective di origine polacca con una passione per il jazz, i gatti (che portano i nomi dei suoi musicisti preferiti), il caffè italiano ed i sandwich. Il romanzo, un medical thriller sui generis, lungo le oltre quattrocento pagine fatica a trovare un ritmo narrativo, trascinando il lettore in una trama frammentaria, in cui l’identificazione del movente delle aggressioni – che aprirà la strada alla soluzione del caso – sembra essere calato dall’alto in modo forzato; i personaggi, fatte salve rare eccezioni, mostrano in genere scarso spessore. A questo si aggiunga un impiego non particolarmente appropriato della terminologia medica, con il ricorso ad alcune espressioni che suscitano più di qualche perplessità (“la punta dell’ago bucò la costa della vena”, “un’indovenosa anestetica”) e qualche refuso di troppo, che fanno pensare alla necessità di interventi di editing più approfonditi. Nota positiva, i rimandi costanti ai classici del jazz, che fanno venir voglia di metter su a fine lettura qualche vecchia registrazione di Miles Davis, Billie Holiday, o Charlie Parker. Dal libro è stato tratto un radiodramma in tre parti andato in onda nel 1996 sul canale britannico BBC Radio 4 ma non l’omonimo film diretto da Christopher Morahan nel 1990.

 


 

0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER