Alessandro Magno

Alessandro Magno

Nella notte tra il 10 e l’11 giugno del 323 a.C. morì prematuramente all’età di 33 anni nella città di Babilonia, a causa di una malattia tanto improvvisa quanto aggressiva che lo uccise in pochi giorni. Consapevole della sua fine imminente, ma impossibilitato a parlare volle rendere l’estremo saluto a tutti i suoi soldati con un cenno degli occhi o della testa mentre gli sfilavano dinnanzi. Quindi affidò il suo anello con il sigillo al più fedele collaboratore Perdicca, pregandolo di consegnarlo al più valoroso dei suoi compagni e spirò. Era divenuto re all’età di 20 anni a seguito dell’uccisione a tradimento del padre Filippo II. Facendo leva su di un temperamento audace, sull’influenza educativa e diplomatica della madre Olimpia, in soli 12 anni era riuscito a porsi a capo di un immenso Impero che si estendeva dalla Grecia fino all’India, che aveva conquistato sconfiggendo le armate nemiche attraverso lunghe campagne militari rese difficoltose dagli impervi scenari in cui si svolsero. Durante la prima parte dell’età adolescenziale ebbe come precettori della sua formazione intellettuale e morale Leonida e Lisimaco. Ma poi nella seconda venne affidato agli insegnamenti del filosofo stagirita Aristotele, a cui si deve non solo la sua profonda conoscenza culturale, ma anche quella politica e dell’arte della guerra appresa dalle lezioni sull’iliade a cui Alessandro partecipava con attenta e appassionata ammirazione…

Franca Landucci insegna Storia economica e sociale del mondo antico e Epigrafia greca nell’Università Cattolica di Milano. Si occupa da sempre di storia e storiografia ellenistica. La struttura del suo ultimo libro che propone all’attenzione del lettore poggia sui rigori cronologici e documentali necessari ad un impianto biografico di tipo tradizionale; ma insieme anche sulla capacità narrativa di raffiguraci il personaggio storico prescelto come se egli fosse dotato della stessa sostanza del protagonista di un romanzo. Le pagine risultano scritte con passione e acume tali che ti fanno immediatamente amare o riamare la personalità e le gesta di Alessandro Magno. Il taglio che viene in esse impresso dall’autrice rinvigorisce con accenti particolarmente approfonditi il percorso militare e il profilo umano di un condottiero che ancora oggi non finisce di stupirci e di appassionarci. Insomma, benché la biografia sia sostenuta da un’imponete corredo di note, da una ricca appendice bibliografica, da un utile indice dei nomi e dalla presenza di carte, ciò che ci viene proposto non è dunque il pellegrinaggio dinanzi a un’effige ingessata dalla storia. Ma piuttosto una sorta di lettura di un testo che scava tra le mille sfaccettature di una leggenda per portarci in luce i tratti più suggestivi della personalità del Macedone e per riuscire a dirci ancora qualcosa di lui di fondante, pur senza essere fondamentale, che attraverso tutte le opere fin qui edite, non eravamo ancora stati capaci di comprendere da soli. Un libro che si legge con avida curiosità e sa fissarsi nei ricordi.



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