Addiopizzo

Addiopizzo
Sono tante e diverse le odiose bugie che da sempre abbiamo sentito raccontare dalla mafia su se stessa. La più (tristemente) celebre è: “La mafia non esiste”, detta tra gli altri, anni e anni fa, dall’allora vescovo di Palermo. A ruota, segue: “In Sicilia tutto è mafia, quindi niente lo è; ‘mafia’ è solo il nome del modo di organizzarsi che i siciliani si sono scelti, per fare quello che lo Stato non sa o non vuole fare”. Poi c’è la convinzione che la mafia ci protegga, e questa protezione bisognerà pur pagarla qualcosa. Quello che forse non è abbastanza chiaro è che questa “protezione” si chiama racket, e che la quota pagata alla mafia si chiama pizzo: tu paghi dei mafiosi affinché questi ti proteggano dal male che essi stessi ti farebbero… se tu non pagassi. Allucinante cortocircuito al quale - con il controslogan: “Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità” - alcuni giovani palermitani si ribellano, animati dalla dignità, appunto, ma con un progetto preciso: costituire una rete di imprese che si rifiutino di pagare il pizzo, pubblicamente, e che si giovino del sostegno dei tanti cittadini aderenti all’iniziativa…
Il Comitato Addiopizzo, a dieci anni dalla sua nascita (giugno 2004), conta ben 850 esercizi commerciali e più di 10.000 consumatori responsabili, e ha già dato vita a due istituzioni satelliti, Libero Futuro e Professionisti Liberi, rispettivamente dedicate all’assistenza agli imprenditori vittime del racket e ai liberi professionisti. L’idea di fondo è costituire un forte gruppo di consumatori che siano determinati a consumare solo presso gli esercizi aderenti (quelli cioè che non pagano il pizzo); questi, a loro volta, ricevono dal gruppo il sostegno necessario ad avere la forza di ribellarsi. Un’idea vincente, a giudicare dai risultati, la cui storia è raccontata in questo libro snello e appassionato che ripercorre le tappe dell’avventura e delinea la prospettiva degli obiettivi prossimi. Contiene un inserto patinato a colori di otto pagine con le campagne del Comitato. Dedicato al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (il libro è stato stampato a giugno 2014, prima dell’elezione al Colle di Mattarella) e ai valori della Costituzione italiana.

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