Intervista a B. A. Paris

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Al NebbiaGialla Suzzara noir festival la mia intervista a B. A. Paris (al secolo Bernadette MacDougall) è già fissata. Attendo il firmacopie e mi avvicino per salutarla. Quello che lei non sa è che io prima di mettere la nostra chiacchierata in agenda ho studiato. Ho “fatto i compiti a casa” su di lei e ho scoperto che entrambe parliamo in francese. Così quando mi avvicino le chiedo in francese se possiamo fare l’intervista in questa lingua. Una vera scoperta per B. A., che era già pronta a sfoderare il suo inglese perfetto e anche per la sua interprete, che mi guarda esterrefatta, ma entrambe acconsentono volentieri. In realtà, poi, scopro che il francese che parla Paris è quasi migliore del mio e che lei è una donna piena di risorse ma soprattutto felice di essere diventata una scrittrice. Questa l’intervista per i lettori di Mangialibri.




Ti sei laureata in Economia e per tanto tempo hai lavorato in una banca. Quando ti sei scoperta anche scrittrice?
In realtà ho sempre amato moltissimo la scrittura e ho sempre desiderato scrivere, soprattutto pensavo di scrivere storie per bambini ma ho sempre rimandato per mille motivi. Mi dicevo: un giorno mi siederò con calma e scriverò. Gli anni, però, passavano e io mi rendevo conto che avevo già una età matura e che il tempo se lo volevo dovevo prendermelo. E così, più o meno dieci anni fa, ho deciso che il momento era arrivato e che mi sarei data l’opportunità di scrivere. Mia figlia a quel punto ha fatto la differenza e mi ha detto che dato che avevo deciso potevo mettermi a scrivere un romanzo. Non una storia per bambini, ma un romanzo vero, magari anche che contenesse una certa suspense. Ma io credevo che questa impresa non fosse per me, che scrivere un romanzo fosse troppo difficile: ma mentre riflettevo su questo mi è venuta appunto l’idea per il mio primo libro e così mi sono seduta, ho iniziato, e da allora non ho più smesso.

Nei tuoi romanzi c’è quasi sempre una giustizia “al femminile”, una sorta di rivalsa che si prendono le tue protagoniste. Questo non ti ha fatto temere di allontanare i lettori maschi o semplicemente di non farti capire da loro?
No. Ho tanti lettori uomini, cosa che ha stupito per prima me. Dopo la pubblicazione del mio primo romanzo molti lettori mi hanno contattata per dirmi che a loro il mio libro era piaciuto e quindi avendo scoperto di avere anche un pubblico maschile mi sono rilassata molto e ho continuato a scrivere le storie che avevo in mente e che mi piacevano. Confesso che nelle mie storie i miei protagonisti sono uomini abbastanza particolari, ma è anche vero che non tutti gli uomini sono così. E se devo dirla tutta, nel mio ultimo lavoro Non dimenticare non c’è affatto una vittima femminile proprio per far capire che, a volte, anche gli uomini possono essere perfettamente manipolati dalle donne.

A proposito di Non dimenticare, quale è il personaggio che ami di più in tutto il romanzo?
Posso tranquillamente affermare che il mio cuore è diviso in due tra Layla e Finn, per motivi del tutto differenti. La prima la amo perché ha avuto una vita complicata, amara, che l’ha fatta soffrire molto. Il secondo è un uomo che ce l’ha messa tutta per essere una brava persona e che deve pagare per non essere stato del tutto perfetto. Per cui, sì, li amo molto entrambi.

Tu sei una moglie, una madre e allo stesso tempo una scrittrice di successo. Come riesci a combinare il tutto?
In effetti ci riesco molto bene. Questo è diventato il mio mestiere e i miei figli mi appoggiano e ne sono entusiasti perché finalmente faccio ciò che mi piace e che mi rende felice. E loro sono felici per me. Sono una donna che per anni si è dedicata alla propria famiglia. E evidentemente ho fatto un buon lavoro, perché ora sia i miei figli che mio marito mi sostengono incondizionatamente. Posso dire che sono una donna fortunata.

Ce l’hai un posto, un luogo preferito dove ti metti a scrivere o semplicemente a raccogliere le idee?
Devo confessare che io sono una in grado di scrivere dappertutto. Però, è successa una cosa proprio qualche tempo fa. Abbiamo appena traslocato in una nuova casa che ha anche un piccolo e confortevole capanno con una meravigliosa vista sul nostro giardino. Ebbene, quando ho visto tutto questo mi sono immediatamente immaginata a scrivere là tutte le mie prossime storie!

I LIBRI DI B. A. PARIS



 

 

 

 
 
 
 
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