Cinema e libri sulla Croisette

Inizia oggi e durerà fino al 25 maggio la 72esima edizione del Festival di Cannes. Si accendono i riflettori sul festival cinematografico più prestigioso d’Europa, per la prima volta orfano del mito Agnès Varda, ricordata però in locandina. Saranno celebrate anche altre leggende come Alain Delon e Lina Wertmüller lungo la più celebre croisette non solo della Costa Azzurra ma del mondo intero, con l’usuale baccano – bene o male, l’importante è che si parli… –, le consuete polemiche (in primo luogo quella, invero piuttosto pretestuosa e ormai annosa, legata anche in ogni modo a una questione sindacale, nei confronti di Netflix) e i non insoliti snobismi. Presidente di giuria sarà il regista messicano Alejandro González Iñárritu, tra i componenti spiccano l’attrice americana Elle Fanning, il regista greco Yorgos Lanthimos e la nostra Alice Rohrwacher. Ma a Cannes non ci sono soltanto film, ci sono anche i libri. E perché mai? Perché sono molte le pellicole, sia tra quelle in lizza per la Palma d’oro che tra quelle in e fuori concorso, anche nelle sezioni parallele, che, senza un buon romanzo o un bel racconto, non avrebbero il proprio sostrato: se Luca Guadagnino, che, grazie anche alla maestria di James Ivory, ha portato qualche tempo fa con meritato successo sugli schermi di tutto il mondo la vicenda di Elio e Oliver dal capolavoro di André Aciman (qui la nostra intervista esclusiva) intitolato Chiamami col tuo nome, torna alla Quinzaine con la prima mondiale di un mediometraggio, The staggering girl, con Julianne Moore, Mia Goth, Kyle MacLachlan e Alba Rohrwacher, Bruno Dumont declina di nuovo a suo modo in musical la vicenda di Giovanna d’Arco, di cui hanno scritto romanzieri, drammaturghi, storici e non solo, con Jeanne. Lorenzo Mattotti (qui la nostra intervista esclusiva), invece, si ispira a un romanzo di Dino Buzzati del 1945, La famosa invasione degli orsi in Sicilia, per dare vita a un omonimo film di animazione: torna poi, con il secondo capitolo, che prende le mosse, come già aveva fatto, a partire da un noto graphic novel, per La vita di Adèle, da La ferita, quella vera di François Bégaudeau, il formidabile Abdellatif Kechiche, che continua l’esegesi del destino e delle umane sorti in Mektoub: My love. E anche Shahrbanoo Sadat, regista afghana di chiara fama, porta a Cannes il suo secondo capitolo di una personale saga, una vera e propria pentalogia basata sull’autobiografia inedita di un suo amico che racconta l’infanzia in un brefotrofio filosovietico nella Kabul degli anni Ottanta: The orphanage, questo è il titolo. Fiumi d’inchiostro decisamente editi sono stati invece viceversa fatti scorrere da ormai mezzo secolo a questa parte in merito al massacro che ha visto tra le vittime l’allora moglie incinta di otto mesi di Roman Polański Sharon Tate, interpretata dalla bella e brava Margot Robbie per Tarantino, pure lui in corsa per la Palma con C’era una volta a… Hollywood come il geniale Xavier Dolan con la storia corale stile Il grande freddo di un gruppo d’amici a ridosso dei trent’anni che prende il titolo di Matthias & Maxime. Tutto questo, insomma, e molto altro, attende gli appassionati di cinema e letteratura in terra di Francia: on y va? (Gabriele Ottaviani, Erminio Fischetti)



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