La forza delle donne

La forza delle donne

Manuela Sáenz mette la stessa passione nella vita come nella politica, a sostegno dei ribelli peruviani che vogliono la liberazione dalla Spagna. In opposizione alle tradizioni, lascia il marito per tornare nella sua terra: l’Ecuador. È qui che trova l’amore, coniugando il bisogno di essere domata con il suo trasporto per le questioni sociali: Simón Bolívar. Dopo anni di spionaggio, lotte per i diritti delle donne, arriva a rischiare la vita per l’uomo che ama. Anita, come Manuela, ama e condivide l’impegno politico con il suo uomo: Giuseppe Garibaldi. Infanzia dura, eccezionale cavallerizza, coraggiosa e pasionaria, Anita è anche madre di quattro figli e moglie innamorata. Anna Magnani, tra i tanti personaggi che ha fatto vivere sul grande schermo, ha interpretato Anita Garibaldi con una intensità coinvolgente. Come la sua vita. Anna è sensuale, magnetica, di una bellezza assolutamente non convenzionale. Una vita divisa tra cinema, amori turbolenti e la dedizione a suo figlio Luca. L’esercito delle donne che hanno lasciato il segno si arricchisce delle vite di Édith Piaf, Patti Smith, Meryl Streep, Emmeline Pankhurst, Frida Kahlo, Greta Garbo e tante altre. Alcune più note, altre meno. Più di ottanta vite, dall’Ottocento ad oggi, che raccontano un mondo per troppo tempo tenuto nascosto…

Nato da un lavoro intenso di ricerca, La forza delle donne ha un obiettivo preciso: celebrare la sorellanza e ravvivare in tutte le donne (più o meno giovani) di oggi la consapevolezza di avere alle spalle una storia solida di passione, determinazione, coraggio. Una storia che ha cambiato il mondo, pur restando all’ombra degli uomini che ne hanno tratto beneficio. Un lungo racconto attraverso l’arte, la musica, il cinema, la scienza, la letteratura: non c’è campo nel quale una donna non abbia lasciato il segno. E il lettore non può che restarne affascinato. Complici le superbe illustrazioni di Sarah Papworth, intense, vivide e ricche di colore. Come le donne che rappresenta. Kate Hodges avrebbe voluto raccontarne altre di donne speciali ma ha dovuto, per sua ammissione, fare una scelta: dipingere i tratti salienti delle vite di donne che esprimessero lo stretto legame con altre donne. Ogni racconto, infatti, si conclude “passando il testimone” ad un’altra donna, in una sorta di immaginaria staffetta tutta rosa, sottolineata anche graficamente nelle illustrazioni che evidenziano le connessioni profonde all’interno del genere femminile. Accattivante ed appassionante, il saggio è penalizzato dalla scelta grafica del testo scritto, che risulta disagevole da leggere perché troppo piccolo. Un peccato che si fa perdonare presto: la fatica della lettura è ripagata dalla vivacità del racconto, che coinvolge e non delude.



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